Il Marocco è più grande di quanto la cartina suggerisca e le distanze si fanno sentire. Questi sono i luoghi attorno a cui vale la pena costruire un itinerario, con un’idea onesta di quanto tempo serve per raggiungerli.
Marrakech, la città rossa
È la porta d’ingresso più comoda: voli diretti dall’Italia, una medina che vale due giorni pieni e la posizione giusta per partire verso l’Atlante e il deserto. Se avete un solo volo da scegliere, sceglietelo su Marrakech.

Chefchaouen, la città blu
Chefchaouen è nel nord, sul Rif, ed è lontana da tutto il resto: quattro ore da Fes, molto di più da Marrakech. È bellissima e fotografatissima, e proprio per questo va inserita solo se il vostro itinerario passa già dal nord. Aggiungerla a un giro del sud costa due giorni di auto.
Merzouga e l’Erg Chebbi
Le dune dell’Erg Chebbi sono il Sahara che avete in mente: sabbia arancione alta fino a 150 metri, campi tendati e silenzio assoluto di notte. Da Marrakech sono circa nove ore, da Fes circa sette. È l’unico posto del Marocco dove il deserto restituisce davvero quello che promette.

Essaouira, l’Atlantico
Essaouira è a tre ore da Marrakech ed è il contrario esatto della città: vento costante, bastioni portoghesi, un porto peschereccio ancora vivo e una medina piccola e camminabile. Molti viaggiatori la indicano come il posto in cui avrebbero voluto restare un giorno in più.
Ait Ben Haddou e la strada delle kasbah
Lo ksar di Ait Ben Haddou è patrimonio UNESCO e si trova sulla strada che collega Marrakech al deserto, quindi non richiede una deviazione. Vale un’ora abbondante di visita, meglio se al mattino presto o nel tardo pomeriggio quando la luce accende la terra cruda.
Fes, la città spirituale
La medina di Fes el-Bali è una delle aree medievali meglio conservate al mondo e, a differenza di Marrakech, non si è addolcita per i visitatori. Le concerie di Chouara, l’università al-Qarawiyyin e la madrasa Bou Inania da sole giustificano il viaggio. Serve una guida: qui perdersi non è pittoresco, è solo faticoso.

Le gole del Dades e del Todra
Fra le kasbah e il deserto si aprono due gole diverse fra loro: il Dades con le sue curve a tornante e le formazioni rocciose, il Todra con pareti calcaree verticali alte 300 metri e un fondovalle percorribile a piedi. Sono la tappa che spezza il viaggio verso Merzouga e valgono la sosta.

Come collegarli senza passare la vacanza in auto
La regola pratica: scegliete un asse e seguitelo. Marrakech–Atlante–Ait Ben Haddou–Dades–Todra–Merzouga–Fes è il percorso più logico e si fa comodamente in cinque giorni, con una notte nel deserto. Chi ha una settimana aggiunge Essaouira all’inizio o alla fine.
Quello che non funziona è cercare di mettere insieme Chefchaouen e il Sahara in una settimana: sono agli antipodi del Paese e finireste per guidare più di quanto vedete. Meglio tenere il nord per un secondo viaggio.
Domande frequenti
Con sette giorni si vede bene una città imperiale, l’Atlante e il deserto. Con dieci si aggiunge Fes o la costa atlantica senza correre.
Sì, se il vostro itinerario è già nel nord. Inserirla in un giro del sud costa circa due giorni di sola auto.
Marrakech è più comoda da raggiungere e più facile da girare. Fes ha la medina storicamente più importante e meno addomesticata. Con dieci giorni si vedono entrambe.
Circa nove ore fino a Merzouga, divise su due giorni con soste. Per questo i tour più brevi sono di tre giorni.
Si può guidare, ma le strade di montagna, i controlli e il traffico urbano rendono l’esperienza più stancante. La maggior parte dei nostri viaggiatori preferisce un autista-guida privato.
