Per la maggior parte dei visitatori il Marocco è semplice: si arriva, si riceve un timbro, si resta fino a novanta giorni. I dettagli che contano riguardano la validità del passaporto, cosa permette davvero quel timbro e cosa fare se volete restare più a lungo. Una premessa prima di tutto: le regole d’ingresso cambiano, e cambiano senza preavviso. Quanto segue è contesto; l’autorità sono la Farnesina e il consolato marocchino.
Chi non ha bisogno del visto
I cittadini italiani e della maggior parte dei Paesi europei, del Regno Unito, di Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda entrano in Marocco senza visto per turismo e possono restare fino a novanta giorni.
Lo stesso vale in genere per Giappone, Corea del Sud, Brasile, Argentina, Messico e una lunga lista di altri Paesi. Il Marocco mantiene un elenco ampio di esenzioni per sostenere il turismo.
Novanta giorni è il soggiorno massimo consentito, calcolato dalla data d’ingresso. È un massimo, non un diritto: l’ufficiale timbra ciò che ritiene.
Poiché l’elenco è lungo e viene rivisto periodicamente, verificate la vostra cittadinanza sul sito del Ministero degli Esteri marocchino o su Viaggiare Sicuri prima di prenotare. Non affidatevi al sito di un tour operator, incluso il nostro, come fonte sulle regole d’ingresso.

Se invece il visto serve
Chi non rientra nell’esenzione presenta domanda presso un’ambasciata o un consolato marocchino, oppure in alcuni casi tramite il sistema di visto elettronico, esteso a un numero crescente di nazionalità.
Una domanda standard richiede passaporto valido ben oltre il soggiorno, fototessere, prova dell’alloggio, biglietto di andata e ritorno, dimostrazione di fondi sufficienti e il modulo compilato. Alcuni consolati chiedono anche un estratto conto o una lettera del datore di lavoro.
I tempi variano molto da consolato a consolato. Diverse settimane sono un’aspettativa ragionevole: presentare domanda con almeno un mese di anticipo è prudente.
In Marocco non esiste il visto all’arrivo. Se vi serve, dovete averlo prima di partire: presentarsi senza significa non imbarcarsi o essere respinti.
Passaporto e documenti da portare
Il passaporto deve essere valido per tutta la durata del soggiorno, e molte compagnie aeree e molti funzionari applicano comunque la regola dei sei mesi. Viaggiare con meno di sei mesi residui crea problemi facilmente evitabili rinnovandolo per tempo.
La carta d’identità non è sufficiente per entrare in Marocco: serve il passaporto.
Assicuratevi di avere pagine libere per i timbri di ingresso e uscita.
Portate la prova del viaggio di ritorno. Non viene sempre richiesta, ma l’ufficiale ha il diritto di chiederla, e le compagnie aeree la controllano più spesso delle frontiere.
L’indirizzo della prima notte è richiesto di routine sulla carta di sbarco. Tenete a portata il nome del riad invece di cercarlo nelle email davanti al banco.
Alla frontiera
Si compila una carta di sbarco con i propri dati, il motivo del viaggio e dove si alloggia. Viene distribuita in aereo o è disponibile al banco.
I controlli a Marrakech e Casablanca possono comportare lunghe code negli orari di punta, soprattutto quando atterrano insieme più voli europei. Tenetene conto se avete una coincidenza.
Conservate il timbro d’ingresso leggibile e non perdete la carta di partenza, se ve ne consegnano una: può essere richiesta all’uscita.
Arrivando via terra da Ceuta o Melilla, o in traghetto dalla Spagna, valgono le stesse regole ma code e pratiche sono più lente.

Restare oltre i novanta giorni
Novanta giorni è il limite per chi entra senza visto. Restare oltre senza autorizzazione costituisce un “overstay”, che viene gestito alla partenza e può comportare una sanzione o una procedura formale in aeroporto.
Per restare legalmente oltre i novanta giorni si richiede un permesso di soggiorno — la carte de séjour — presso la prefettura di polizia locale, e conviene iniziare ben prima della scadenza. Servono documenti tra cui prova di domicilio e di mezzi di sostentamento.
Il consiglio spesso ripetuto di uscire brevemente dal Paese e rientrare per ottenere altri novanta giorni non è una strategia affidabile e non è qualcosa su cui costruire i propri piani.
Se vi avvicinate al limite, parlate con la prefettura o con il consolato italiano invece di improvvisare.
Denaro, dogana e cosa si può portare
Il dirham marocchino è una valuta chiusa e non può essere portato fuori dal Paese. Cambiate o spendete quello che vi resta prima di partire.
Somme rilevanti in valuta estera vanno dichiarate all’arrivo oltre una soglia fissata dalla dogana. Se portate contanti importanti, verificate la cifra aggiornata prima di partire.
Le franchigie sugli alcolici sono modeste e l’alcol si vende in negozi autorizzati, supermercati e hotel, non ovunque.
I droni sono soggetti a restrizioni e vengono regolarmente sequestrati in aeroporto senza autorizzazione preventiva. Non portateli con leggerezza.
Requisiti sanitari
Non sono richieste vaccinazioni per l’ingresso dalla maggior parte dei Paesi. Il certificato di febbre gialla può essere richiesto se si arriva da un Paese dove la malattia è presente.
Le vaccinazioni di routine dovrebbero essere aggiornate: il vostro medico o un ambulatorio di medicina dei viaggi è la fonte giusta per la vostra situazione.
L’assicurazione sanitaria non è una condizione d’ingresso ma non è di fatto facoltativa. Le cure nelle città sono buone e a pagamento, e il rimpatrio è costoso.

Viaggiare con minori
I minori devono avere un proprio passaporto: non possono viaggiare su quello di un genitore. Vale lo stesso limite di novanta giorni.
Se viaggiate soli con un minore, o se il cognome del bambino è diverso dal vostro, portate documentazione: certificato di nascita e, dove serve, l’autorizzazione dell’altro genitore. Alla frontiera marocchina lo chiedono, e le compagnie aeree ancora più spesso.
Per i minori italiani che viaggiano senza i genitori può servire la dichiarazione di accompagnamento vidimata dalla questura: verificate per tempo.
Consigli pratici prima di prenotare
Verificate la vostra cittadinanza su una fonte ufficiale, non su un blog. Le regole cambiano e le conseguenze di un errore ricadono interamente su di voi.
Rinnovate un passaporto con meno di sei mesi di validità invece di rischiare.
Fotografate il passaporto e conservate l’immagine separatamente dal documento: rende molto più rapida la sostituzione in caso di smarrimento.
Se viaggiate con due passaporti, entrate e uscite con lo stesso. Timbri non corrispondenti creano problemi noiosi alla partenza.
Domande frequenti
I cittadini italiani non ne hanno bisogno per soggiorni turistici fino a 90 giorni. L’elenco delle esenzioni è ampio ma cambia: verificate la vostra cittadinanza su una fonte ufficiale prima di prenotare.
Fino a 90 giorni dalla data d’ingresso per le nazionalità esenti. È un massimo, non una garanzia: decide l’ufficiale di frontiera.
No. Serve il passaporto, valido per tutta la durata del soggiorno; molte compagnie e molti funzionari applicano la regola dei sei mesi.
No. Se la vostra cittadinanza richiede il visto, dovete ottenerlo prima di partire, tramite consolato o e-visa dove disponibile.
Si richiede la carte de séjour presso la prefettura di polizia locale, iniziando ben prima della scadenza. Uscire e rientrare per azzerare il conteggio non è una soluzione affidabile.
No. Il dirham è una valuta chiusa: cambiate o spendete quello che vi resta prima della partenza.
