Cultura Agosto 2026 6 min di lettura

La djellaba marocchina da donna: storia, stili e come sceglierla

Il capo quotidiano delle donne marocchine: le sue parti, gli stili regionali e come riconoscerne uno buono.

  • Scritto dal nostro team a Marrakech
  • Aggiornato al 2026
  • Consulenza gratuita

La djellaba è il capo che vedrete più spesso in Marocco e che capirete di meno. Non è un costume né un abito da cerimonia: è quello che la gente indossa davvero, per andare al lavoro, al mercato, a trovare i parenti. Sapere cosa state guardando rende molto più interessante sia indossarla sia comprarla.

Che cos’è davvero una djellaba

La djellaba è una veste lunga e ampia con maniche intere e cappuccio a punta. La indossano sia uomini sia donne, ma le versioni femminili sono in genere più decorate, più sagomate in vita e disponibili in una gamma di colori molto più ampia.

L’elemento distintivo è il cappuccio, chiamato qob. È a punta, ricade tra le scapole quando non è in uso ed è davvero funzionale: ripara testa e viso dal sole e trattiene la sabbia con il vento. Nelle regioni desertiche lo vedrete usato di continuo, non come decorazione.

Il taglio è volutamente ampio. La djellaba è pensata per essere modesta e per lasciar circolare l’aria, che è esattamente ciò che serve in un clima caldo e secco. Si porta sopra gli altri vestiti, non al loro posto.

Che cos’è davvero una djellaba
Che cos’è davvero una djellaba

Le parti e come si chiamano

La sfifa è la treccia piatta che corre lungo lo scollo, l’apertura anteriore e spesso i polsini. Si realizza a parte con cordoncino di seta o rayon e si applica a mano. La qualità della sfifa è il modo più rapido per giudicare una djellaba.

Gli aqad sono gli asolini annodati a mano con lo stesso cordoncino della sfifa, chiusi su piccoli bottoni artigianali. Su un capo buono sono tesi, regolari e identici; su uno economico sono lenti e irregolari.

Il qob è il cappuccio. La randa è il ricamo applicato lungo cuciture e aperture nei pezzi più elaborati. Insieme, sfifa, aqad e randa sono il lavoro a mano che distingue una djellaba comune da una pregiata.

Djellaba, caftano, takchita e gandoura

Vengono continuamente confusi, e i negozianti raramente correggono la confusione. La djellaba ha il cappuccio. Il caftano no. Questa sola differenza è il criterio sicuro.

Il caftano è un capo femminile, in genere più formale, indossato in casa e nelle occasioni, spesso in tessuti pesanti e decorati. Non è abbigliamento da strada come la djellaba.

La takchita è un completo formale in due pezzi: un abito sotto e un sopravveste più elaborato, chiuso da una cintura decorata. È ciò che le donne indossano ai matrimoni.

La gandoura è a maniche corte, senza cappuccio e più leggera: un capo estivo, più vicino a una tunica. Comoda, e spesso è ciò che i visitatori vogliono davvero quando pensano di volere una djellaba.

Tessuti e stagioni

Le djellaba invernali sono di lana, e in montagna di lana pesante. Sono davvero calde, cosa che conta più di quanto i visitatori si aspettino: gli edifici marocchini sono costruiti per restare freschi e a gennaio sono freddi.

Le versioni estive sono in cotone, lino o misti leggeri. Una buona djellaba di cotone in tinta chiara è sorprendentemente comoda con il caldo, che è esattamente lo scopo del disegno.

I pezzi formali usano seta, broccato o tessuti ricamati pesanti. Costano molto di più e non sono capi da tutti i giorni.

Verificate il tessuto con le mani, non con l’etichetta. La lana è asciutta e leggermente elastica; il poliestere è scivoloso e non traspira, e ve ne pentirete entro le dieci del mattino.

Stili regionali

Fes è associata al lavoro a mano più fine: sfifa fitta, aqad tesi, colori sobri. È il centro tradizionale delle finiture più raffinate.

Marrakech tende a colori più accesi e decorazioni più vistose, rivolte in parte a un mercato interno giovane e in parte ai visitatori.

Il Rif e il nord preferiscono lane più pesanti e decorazioni più geometriche, adatte a un clima più freddo e umido.

Nelle regioni sahariane conta solo la praticità: taglio ampio, colori chiari, cappuccio generoso, decorazione minima. Sono capi da lavoro.

Stili regionali
Stili regionali

Come distinguere una buona da una scadente

Rovesciatela. Le cuciture devono essere rifinite, non grezze. Su un capo ben fatto l’interno è quasi ordinato quanto l’esterno.

Guardate da vicino gli asolini aqad. Quelli annodati a mano sono tesi e coerenti; quelli industriali sono lenti, uniformi in modo meccanico e spesso già sfilacciati alla base.

Tirate delicatamente la treccia sfifa. Quella applicata a mano è cucita per tutta la lunghezza. Quella incollata o fissata a punti radi si solleva e non sopravvive al lavaggio.

Controllate che il cappuccio sia inserito nelle spalle e non semplicemente cucito piatto sulla schiena. Un cappuccio montato male deforma tutto il capo quando lo indossate.

Quanto costa e come comprarla

Una semplice djellaba estiva di cotone costa poco. Una di lana ben fatta con vero lavoro a mano costa diverse volte tanto, e un pezzo formale ricamato molto di più. La forbice è ampia perché il contenuto di manodopera varia enormemente.

I prezzi nei souk turistici sono posizioni di partenza, non prezzi. Aspettatevi di trattare, partite ben sotto la richiesta e siate pronti ad andarvene. Farlo con buonumore funziona meglio che farlo con durezza.

Per la qualità, chiedete di essere portati da un sarto invece che in un negozio. Molti cuciono su misura in pochi giorni, spesso per meno di quanto costa un pezzo decorato già pronto in medina.

Comprate una taglia più grande di quella che sembra giusta. La djellaba deve cadere ampia; quelle aderenti stanno male e si consumano prima.

Quanto costa e come comprarla
Quanto costa e come comprarla

Indossarla da visitatrice

Non è appropriazione e nessuno si offenderà: i marocchini le vendono, le regalano e fanno complimenti a chi le indossa. Quello che stona è girare per il mercato a mezzogiorno con un caftano da cerimonia.

Per le viaggiatrici una djellaba leggera è davvero pratica. Copre spalle e ginocchia senza alcuno sforzo, il che riduce sensibilmente le attenzioni indesiderate, ed è più fresca dei vestiti che sostituisce.

Lavate quelle di lana a mano in acqua fredda o portatele in lavanderia. Il cotone perdona di più, ma treccia e bottoni preferiscono comunque un ciclo delicato.

Domande frequenti

La djellaba ha il cappuccio a punta ed è abbigliamento quotidiano da esterno. Il caftano non ha cappuccio ed è un capo più formale, indossato in casa e nelle occasioni.

Il qob è funzionale: ripara testa e viso dal sole e trattiene sabbia e vento. Nelle regioni desertiche viene usato di continuo, non come decorazione.

Una semplice in cotone costa poco; una di lana ben fatta con asolini annodati a mano e treccia applicata costa diverse volte tanto. La differenza è la manodopera, non il tessuto.

Controllate gli asolini aqad e la treccia sfifa. Gli asolini annodati a mano sono tesi e regolari; la treccia applicata a mano è cucita per tutta la lunghezza invece che incollata.

Sì, ed è generalmente apprezzato. Una djellaba leggera è pratica perché copre spalle e ginocchia comodamente con il caldo.

Fes è tradizionalmente associata alle finiture migliori. Per qualità a prezzo onesto, chiedete di essere portati da un sarto invece che in un negozio del souk.

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